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Ripresa di successo per “Tosca” alla Scala con la stessa regia del 2019 e un cast quasi invariato. E’sembrata più in linea con le regie e scenografie tradizionali questa Tosca di Davide Livermore, rispetto alle recite di sei anni fa che avevano non poco meravigliati gli astanti  (https://www.ilcorrieremusicale.it/2019/12/vivissimo-successo-alla-scala-per-la-tosca-originale-di-puccini/ ). Ci sono ancora alcune parti ipersviluppate come le scene dalla fine dell’atto primo ma in sostanza il bilancio tra esigenze di nuova regia e le richieste del libretto è più che soddisfacente. Delle tre voci protagoniste si può lodare la pregevole Tosca di Chiara Isotton, voce potente, sicura nel registro acuto ed espressiva ed omogenea in quelli medi e gravi, con alcuni momenti interpretativi notevoli, ad esempio in “Vissi d’arte”. Francesco Meli ha approfondito il ruolo di Cavaradossi regalando anch’esso elementi notevoli in cui la voce squillante seguiva molto bene l’impeto amoroso e “politico” del personaggio. Lo Scarpia di Luca Salsi è apparso fin troppo truce e mancante di quelle raffinatezze che sono pur presenti nel ruolo, ma la sua emissione ha sempre convinto per veemenza e padronanza dei registri. Il successo di pubblico è stato unanime con una piccolissima contestazione finale indirizzata ad Alessandra Premoli, responsabile della ripresa della regia originale.

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