Concerto dell'OSN diretto da Emmanuel Tjeknavorian
Milano, Auditorium Mahler, 26 Marzo 2026
Emanuel Tjeknavorian ha nuovamente fatto centro con la sua orchestra in un programma denso di richiami che si apriva con quel piccolo capolavoro wagneriano che è l’Idillio di Sigfrido. Il giorno di Natale del 1870, nella residenza wagneriana di Tribschen, Cosima Liszt, sposata in seconde nozze al grande musicista, si vide recapitare un dono del tutto inatteso: 13 musicisti eseguirono dinanzi a lei la versione cameristica di una nuova pagina sinfonica uscita dalla inesauribile penna del Maestro. Si trattava infatti di quell' Idillio di Sigfrido che era destinato a rimanere uno dei luoghi più famosi e discussi di tutta la musica wagneriana.
Nell'Idillio Wagner anticipa certi temi descrittivi dell'intimità familiare che saranno tanto cari allo Strauss della Sinfonia domestica o di Intermezzo. L'atteggiamento di Wagner non è però del tutto naturale, e lo si capisce da alcuni particolari che peraltro non intaccano la squisita bellezza di questa singolare pagina. Il compositore aveva infatti utilizzato per l'Idillio alcuni frammenti di un Quartetto per archi risalente al 1864, rimasto incompiuto e parzialmente ripreso nel 1869 durante la stesura del Siegfried, la seconda giornata della Tetralogia. Ciò che si ascolta nell'Idillio è effettivamente un condensato di alcuni spunti tematici derivati dal Sigfrido, sottoposti però a una sorta di fusione e di modifica timbrica tale per cui nel corso della pagina sinfonica il significato drammaturgico dei motivi originari viene completamente perso per far posto come dicevamo a un tranquillo quadretto di serenità familiare. Del resto Wagner aveva tutti i più sinceri motivi per ripensare in quest'ottica alcune idee musicali che in origine erano legate a ben più alti messaggi di ordine etico: solamente nell'agosto del 1870 egli era infatti riuscito a regolarizzare la propria unione con Cosima, unione dalla quale erano già nati tre figli. Tjeknavorian ha eseguito la versione cameristica di questo lavoro con una partecipazione cui l’ensemble da lui diretto ha risposto non proprio perfettamente ma comunque con una buona realizzazione dell’insieme.
Molto più riuscita è stata l’esecuzione della maestosa settima sinfonia di Bruckner, dove la richiesta di grandi masse orchestrali ha trovato nella compagine dell’Orchestra sinfonica di Milano uno strumento perfetto per la lettura piena di effetti del direttore. Tjeknavorian ha narrato questo elemento sinfonico, forse il migliore all’interno delle nove sinfonie dell’autore, sottolineando le parentele tra i quattro movimenti in un continuo crescendo di effetti che culmina nel gioioso finale. Come è oramai di prammatica per ogni concerto diretto dal sempre più abile direttore, il pubblico ha risposto con applausi convinti che oggi sembrano essere anticipatori di quelli che la prossima settimana seguiranno al Requiem tedesco di Johannes Brahms, ulteriore appuntamento di pregio in questa stagione sinfonica dell’Auditorium..
Nell'Idillio Wagner anticipa certi temi descrittivi dell'intimità familiare che saranno tanto cari allo Strauss della Sinfonia domestica o di Intermezzo. L'atteggiamento di Wagner non è però del tutto naturale, e lo si capisce da alcuni particolari che peraltro non intaccano la squisita bellezza di questa singolare pagina. Il compositore aveva infatti utilizzato per l'Idillio alcuni frammenti di un Quartetto per archi risalente al 1864, rimasto incompiuto e parzialmente ripreso nel 1869 durante la stesura del Siegfried, la seconda giornata della Tetralogia. Ciò che si ascolta nell'Idillio è effettivamente un condensato di alcuni spunti tematici derivati dal Sigfrido, sottoposti però a una sorta di fusione e di modifica timbrica tale per cui nel corso della pagina sinfonica il significato drammaturgico dei motivi originari viene completamente perso per far posto come dicevamo a un tranquillo quadretto di serenità familiare. Del resto Wagner aveva tutti i più sinceri motivi per ripensare in quest'ottica alcune idee musicali che in origine erano legate a ben più alti messaggi di ordine etico: solamente nell'agosto del 1870 egli era infatti riuscito a regolarizzare la propria unione con Cosima, unione dalla quale erano già nati tre figli. Tjeknavorian ha eseguito la versione cameristica di questo lavoro con una partecipazione cui l’ensemble da lui diretto ha risposto non proprio perfettamente ma comunque con una buona realizzazione dell’insieme.
Molto più riuscita è stata l’esecuzione della maestosa settima sinfonia di Bruckner, dove la richiesta di grandi masse orchestrali ha trovato nella compagine dell’Orchestra sinfonica di Milano uno strumento perfetto per la lettura piena di effetti del direttore. Tjeknavorian ha narrato questo elemento sinfonico, forse il migliore all’interno delle nove sinfonie dell’autore, sottolineando le parentele tra i quattro movimenti in un continuo crescendo di effetti che culmina nel gioioso finale. Come è oramai di prammatica per ogni concerto diretto dal sempre più abile direttore, il pubblico ha risposto con applausi convinti che oggi sembrano essere anticipatori di quelli che la prossima settimana seguiranno al Requiem tedesco di Johannes Brahms, ulteriore appuntamento di pregio in questa stagione sinfonica dell’Auditorium..