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Schiff e amici alla Società del Quartetto - 9/12/2025

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Forse il pubblico della Società del Quartetto sarebbe stato più contento nell'ascoltare un tutto-Schiff in un programma classico, magari formato da Sonate di Beethoven e di Schubert. Invece il pianista, che è sempre prodigo di sorprese, si è presentato assieme a quattro più giovani colleghi, in gran parte suoi ex-allievi, e ha navigato nel cospicuo patrimonio del repertorio a quattro e più mani, che andava dal Bach dell'Arte della Fuga al Kurtág di una selezione dei Játékok, transitando per Mozart, Schubert, Bizet, Debussy e Smetana. Un programa denso di contenuti, nel quale Schiff era comunque solista onnipresente - che è iniziato con il bachiano Contrapunctus 13 - sempre una meraviglia il discorso polifonico del grande musicista - ed è proseguito con la Sonata in RE K.381 che ci rivela ancora una volta come Mozart trasformasse in oro qualsiasi genere toccasse (ma le sonate a 4 mani più tarde sono ancora più belle ed emozionanti). Nelle Six épigraphes antiques di Debussy a Schiff si è felicemente aggiunto Jean-Sélim Abdelmoula che ha efficacemente coadiuvato il Maestro nella parte grave di questo piccolo capolavoro dell'ultima stagione debussiana. Poi è stata la volta dei dodici pezzi sbarazzini di Jeux d'enfants di Bizet (l'undicesimo, Petit Mari,Petit Femme era stato recentemente riscoperto da Barenboim e Argerich nei loro bis) e dopo l'intervallo lo Smetana della Sonata in mi minore per due pianoforti a otto mani di Smetana, pagina ricca di suono e di contrasti cui si è aggiunto anche il Rondo in do maggiore dello stesso autore. Infine abbiamo ascoltato lo Schubert piuttosto complesso dell'Andantino varié e il Libro IV dallo Játékok di Kurtág, musica di efficacia e presenza sonora davvero entusiasmanti. Successo per tutti gli interpreti (oltre a Schiff Julia Hámos, il già citato Abdelmoula, Nathalia Milstein e Schaghajegh Nosrati) che, data la varietà del programma, non hanno concesso fuori programma.