Tjeknavorian guida l'Orchestra Sinfonica di Milano nel Requiem di Verdi
La stagione dell’Orchestra Sinfonica di Milano prosegue brillantemente con nuovi appuntamenti scelti dalla bacchetta di Emmanuel Tjeknavorian, una garanzia di indicazioni preziose condivise con l’Orchestra che risponde ottimamente alla guida del direttore musicale in carica. Tjeknavorian non ha timori nell’affrontare pagine che rappresentano la parte più illustre del repertorio, che in questo caso include anche il Coro sinfonico di Milano, fondato nel 1998 dal compianto Romano Gandolfi. Era oggi la volta del Requiem di Verdi, capolavoro assoluto che soprattutto a Milano abbiamo ascoltato in passato da bacchette quali quelle di Karajan, Abbado, Muti, Chailly e da compagnie di canto scelte tra il meglio disponibile sul mercato. E’ovvio che tale tradizione incuta un timore reverenziale anche a un giovane preparato ed entusiasta come Tjeknavorian, che si è difeso al meglio in perfetta intesa con orchestra e cantanti pur indicando a tratti dei momenti che andranno sicuramente ripensati e perfezionati in futuro, anche con l’ausilio di un cast vocale diverso da quello che, pur con ottimi risultati, si aveva oggi a disposizione. Chiara Isotton, soprano si è particolarmente segnalata nel difficilissimo Libera me conclusivo, dove ha affrontato senza esitazioni passaggi vocali davvero proibitivi. Il mezzosoprano Szilvia Vörös ha brillato nelle pagine dove risaltava la propria tessitura (nel Dies irae, nell’Agnus Dei, nel Lux eterna), così come il tenore Raffaele Abete ha introdotto con forza il Kyrie e ha ricordato le prodezze pavarottiane nell’Ingemisco. Il basso Manuel Fuentes, voce forse più egregia, ha ammaliato i presenti con sincera ispirazione nel Confutatis e ancora nel Lux eterna. Grande professionalità e partecipazione ha dimostrato il coro diretto da Massimo Fiocchi Malaspina. Prima dell’esecuzione, il violino Luca Santaniello ha commemorato la recente scomparsa di Viviana Mologni, trentennale timpanista dell’orchestra e figura amatissima da tutto il pubblico.