Recital del pianista Igor Levit
Milano, 3 marzo 2026 - Società del Quartetto
Un pianista curioso, che non si preoccupa di andare al di fuori del seminato per rendere sul pianoforte le proprie idee, il russo Igor Levit ha proposto per la Società del Quartetto di Milano un programma interessante che ha riscosso un ampio successo. Levit ha alle sue spalle una carriera di pianista beethoveniano (aveva suonato a Milano nel 2013 le ultime tre sonate del musicista) e questa volta ha giocato la prima parte della serata affiancando due sonate nella tonalità di fa minore, l’opera 2 n.1 e l’opera 57 (ovvero l’Appassionata). Ambedue le pagine sono ricche di forti contrasti e Levit ha spinto al massimo l’acceleratore per evidenziare ciò che altri colleghi risolvono in maniera meno fragorosa. Il risultato finale, che si è ripetuto nella seconda parte del programma, è sempre di sicuro effetto anche se certe grandi accumulazioni di suono sia nei Nachtstücke di Schumann che nell’ultima Sonata di Chopin potevano riuscire a volte un poco esagerate. Non è tanto l’utilizzo del pedale di risonanza quanto l’impeto nell’esecuzione di luoghi famosi (almeno in Chopin) a rendere la lettura di Levit talvolta troppo veloce e quindi poco pulita nell’articolazione di scale, arpeggi, accordi, ottave. Ma alla fine il pubblico reagisce più che positivamente e ciò garantisce un atteggiamento che giustifica in Levit il coraggio di portare avanti le proprie idee. A tanto entusiasmo del pubblico il pianista ha reagito con un bis che più intimo non si poteva, con la pagina finale delle Kinderszenen di Schumann, suonata con accenti personali e con profondità di intenti che ricordavano quelli di un famoso video di Alfred Cortot.